Contenzioso

Il danno da mancata assunzione deriva dalla violazione dell’affidamento da parte del cittadino

di Valeria Zeppilli

Il danno da mancata assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione è un pregiudizio giuridicamente rilevante ormai da tempo riconosciuto e accettato dalla giurisprudenza. Perché lo stesso possa essere risarcito è tuttavia indispensabile che sussistano due presupposti: il danno deve essersi verificato e vi deve essere la mora della controparte nel procedere all'assunzione.

Già a livello teorico si vede bene che l'accertamento dell'effettiva esistenza di un pregiudizio risarcibile sia operazione tutt'altro che semplice e, in effetti, a livello pratico la questione ha interessato più volte le aule di giustizia, bussando alle porte della Corte di cassazione anche di recente (sezione lavoro, 3 novembre 2021, n. 31466).

Per i giudici, ad esempio, occorre considerare che chi lamenta la mancata assunzione non necessariamente è disoccupato ma che, nonostante ciò, può sempre e comunque avere diritto al risarcimento, anche se durante il ritardo nell'essere assunto alle dipendenze della Pa ha lavorato altrove. Il danno, infatti, può consistere sia nel fatto che l'interessato, nel periodo di mancata assunzione, non ha avuto alcuna occupazione e, pertanto, ha perso tutte le retribuzioni che avrebbe altrimenti percepito, sia nel fatto che lo stesso è stato occupato ma a condizioni economiche più svantaggiose di quelle cui avrebbe avuto diritto ove fosse stato assunto dalla pubblica amministrazione tempestivamente, nel rispetto dell'obbligo di immissione in ruolo. Bisogna poi tenere conto dei costi secondari eventualmente sostenuti dal non assunto, come ad esempio gli esborsi che ha dovuto effettuare per intraprendere delle nuove occupazioni.

Scendendo più nel dettaglio delle valutazioni giuridiche, è utile rilevare che il danno da mancata assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione deriva dalla violazione dell'affidamento che il privato ha riposto nella correttezza dell'azione amministrativa e va ricondotto all'interno dello schema della cosiddetta responsabilità relazionale o da contatto sociale qualificato, da intendersi come fatto idoneo a produrre obbligazioni in base all'articolo 1173 del Codice civile.

Di conseguenza, si tratta di responsabilità contrattuale, che si configura sia nel caso in cui il pregiudizio sia derivato dall'emanazione di un atto illegittimo e quindi successivamente annullato, sia nel caso in cui, non essendo stato emanato alcun atto amministrativo, il privato si è limitato a riporre il proprio affidamento in un mero comportamento dell'amministrazione.

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